Chi Sono

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Mi chiamo Pier Paolo D’Alia e sono uno psicologo dal 2005, laureato all’Università “La Sapienza” di Roma nell’indirizzo “Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni”.

L’area sociale è stata quindi la mia prima passione e quella che coltivo tutt’ora, lavorando presso la Coop. Soc. Il Pungiglione di Monterotondo (Roma). Mi occupo di orientamento professionale e sostegno nell’inserimento lavorativo di fasce svantaggiate oramai dal 2008/09.
L’altra passione relativa alla psicologia, quella per la clinica, è arrivata un pò dopo ma è stata altrettanto importante. Ho infatti deciso di iscrivermi alla scuola di specializzazione in Psicoterapia Strategica Integrata di Roma (SCUPSIS), che frequento dal gennaio 2014.

Affrontare i problemi portati in terapia attraverso l’approccio strategico ha un duplice vantaggio. Innanzitutto si ha la possibilità di lavorare attraverso molti campi applicativi, grazie alla duttilità dello strumento. In secondo luogo già dalla prima seduta la terapia viene impostata secondo una chiara definizione degli obiettivi da raggiungere, così da arrivare al risultato atteso nel più breve tempo possibile (economicità). Per approfondire meglio la Psicoterapia Strategica Integrata continua a leggere sotto.

Tornando ancora al percorso lavorativo, sono molte le esperienze che in questi anni hanno contribuito ad arricchire le mie competenze nel campo della comunicazione, dell’orientamento individuale e di gruppo, delle relazioni e della valutazione. Ho avuto infatti l’opportunità di partecipare a progetti in collaborazione con i CSM del distretto RMG1, con istituti scolastici di Monterotondo, Colleverde e Roma, con diversi comuni del territorio, nonché  progetti del Fondo Sociale Europeo. Nel corso degli anni ho seguito persone di provenienza, estrazione sociale ed età differenti, con problematiche psichiche, cognitive, fisiche, familiari, di dipendenza o di indigenza. Gli strumenti che maggiormente ho utilizzato sono il colloquio individuale, ma anche di gruppo, i progetti individualizzati ed il tutoraggio per il sostegno all’inserimento lavorativo. Quest’ultimo mi ha permesso di sviluppare molteplici relazioni con le aziende, così da potermi confrontare con un livello comunicativo ed organizzativo altro rispetto al singolo individuo. Inoltre ho approfondito il modello bio-psico-sociale di valutazione ICF (qui), così da svolgere una formazione interna alla Cooperativa per gli operatori dei servizi socio-educativi.

 

La Psicoterapia Strategica

Per comprendere meglio e capire quali possono essere i vantaggi di un approccio Strategico in Psicoterapia, farò un breve excursus che comprenderà tutti i livelli che simultaneamente agiscono nel nostro intervento clinico. Quindi a partire dall’epistemologia, fino alla tecnica, affronteremo quali sono i concetti fondamentali e gli autori di riferimento, così da offrire al lettore gli elementi bibliografici per un ulteriore approfondimento.
Epistemologia
L’approccio Strategico si fonda sull’epistemologia Costruttivista, per cui non è dato avere un “conoscenza oggettiva”, indipendente dall’osservatore. La realtà è sempre il frutto di una relazione tra ambiente ed individuo, in quale contribuisce a co-costruire tale realtà basandosi sulle “proprie teorie”. Nel nostro campo dobbiamo a Gregory Bateson e ad alcuni esponenti della teoria cibernetica, come Heinz von Foerster, l’introduzione di tali concetti. Ricordiamo tuttavia che le radici del Costruttivo risalgono ad autori illustri come Gian Battista Vico (“il vero è identico al fatto”, “la verità umana è ciò che l’uomo conosce costruendolo con le sue azioni, e formandolo attraverso di esse..”), Karl Popper, Schopenhauer, Humberto Maturana ed altri ancora.
Teoria
La messa a sistema dei contributi teorici che costituiscono la psicoterapia Strategica, è dovuta senza dubbio al gruppo di lavoro del Mental Research Institute (Palo Alto – California) tra gli anni ’60 e ’80, ed in particolare a Jay Haley, John Weakland, Virginia Satir, Lynn Segal, Richard Fish e Paul Watzlawick.
E’ grazie alle linee guida proposte da questi autori che possiamo comprendere l’origine e la persistenza dei problemi umani (quindi le tentate soluzioni), nonché le modalità di cambiamento (cambiamento1 e cambiamento2). Il nostro approccio inoltre approfondisce i vari livelli della comunicazione umana, consci dell’importanza rivestita da quest’ultima nei processi relazionali e nella costruzione della realtà (costruttivismo).
Metodologia
Approfondendo il livello epistemologico e teorico possiamo comprendere come la metodologia Strategica si basi sul concetto di circolarità. I problemi umani non vengono affrontati secondo un principio lineare, per cui dagli eventi passati derivano necessariamente le sofferenze attuali (da A a B a C etc.). Al contrario l’attenzione ed il focus dell’intervento vengono centrati sulle condizioni presenti, sulle relazioni del paziente, sulle tentate soluzioni che mantengono il problema. L’essere umano non è un individuo a sé stante, ma un elemento inserito in più sistemi, basati e fondati su azioni e retroazioni (circolarità). L’obiettivo sarà quindi modificare il sistema con cui la persona percepisce e reagisce al proprio ambiente, da una modalità disfunzionale ad una modalità più funzionale.
Un altro elemento metodologico, distintivo della terapaia strategica, è racchiuso nel concetto di “esperienza emozionale correttiva“, proposto negli anni’40 da Franz Alexander. All’interno dell’approccio Strategico i terapeuti sono portati a far agire i loro clienti, in modo tale da offrire un’esperienza concreta, che ristrutturi la percezione disfunzionale adottata fino a quel momento. Prima l’azione quindi della cognizione.
Oltre agli autori citati nel precedente paragrafo, fondamentale fu il lavoro di Milton Erickson, sia per i contributi metodologici che segnarono la strada, sia per gli aspetti prettamente tecnici che vedremo a breve.
Tecnica
Se consideriamo la possibilità di adattare una prescrizione particolare ad un soggetto in trattamento, le tecniche utilizzate sono praticamente infinite. Cercheremo quindi di fare una buona sintesi tra quelle che considero le due categorie più importanti.
Abbiamo accennato alle prescrizioni. Si tratta generalmente di azioni o veri e propri compiti da eseguire al “di fuori dello studio”, per una sola volta, più spesso con una frequenza concordata. Possono presentarsi sotto forme bizzarre o non particolarmente legate al problema presentato e vengono organizzate con il terapeuta.
Altra categoria molto importante è il dialogo strategico e più in generale la comunicazione. Difficilmente riusciamo a creare un buon rapporto terapeutico se non prestiamo attenzione al linguaggio verbale e non-verbale che utilizziamo, se non siamo in grado di adattarlo alla persona presente. Inoltre saper padroneggiare gli aspetti più evocativi della comunicazione, attraverso l’utilizzo di aneddoti, metafore, analogie, ma anche le pause, le ripetizioni, le “sottolineature” etc, ci permette di catturare in pieno l’attenzione dell’altro e superare le resistenze eventualmente presenti.