Continuiamo la serie di articoli riguardanti il mondo della psicoterapia (qui puoi trovare il primo articolo) con questo contenuto sulle circostanze che possono richiedere l’intervento di uno psicoterapeuta.
Il benessere psicologico influisce su ogni aspetto della nostra vita, dalle relazioni personali al successo professionale, dalla capacità di affrontare lo stress alle nostre performance. Questo è risaputo e appare piuttosto scontato. Eppure spesso ci si chiede: quand’è il momento giusto per rivolgersi a uno psicoterapeuta? E soprattutto, come faccio a sapere se ne ho davvero bisogno? Altre volte non ci si pone affatto la domanda perchè rivolgersi a un professionista viene visto come un segno di sconfitta o debolezza.
Attraverso questo articolo, spero di offrirti una guida utile per comprendere meglio quando e perché potrebbe essere il momento giusto per cercare supporto professionale.
Quando rivolgersi a uno psicoterapeuta
A volte può sembrare difficile capire quand’è il momento di chiedere aiuto a uno psicoterapeuta, ma ci sono alcune circostanze piuttosto comuni che possiamo tenere in considerazione. Eccone alcune.
Sintomatologie varie: a volte i problemi psicologici si accompagnano a dei sintomi precisi come stati ansiosi, attacchi di panico, compulsioni e così via. Queste situazioni sono piuttosto riconoscibili e rappresentano una delle motivazioni principali (soprattutto le sintomatologie legate all’ansia) per cui le persone accedono alla terapia senza troppi indugi.
La perdita: il lutto, la perdita di una posizione lavorativa importante, la fine di una relazione/matrimonio sono sfide importanti che non sempre si riescono a superare in autonomia.
Conflitti interpersonali: mi riferisco a tutti i possibili conflitti/problemi che riguardano le nostre relazioni, siano esse lavorative, personali o intime. I conflitti relazionali tra le persone costituiscono, insieme ai problemi ansiosi, uno dei maggiori accessi ai servizi di psicoterapia.
Problemi personali: se la direzione da prendere nella vita ti sembra improvvisamente confusa o inesistente, le scelte quotidiane diventano un peso, ti senti poco o quasi mai motivato, ogni scelta da fare diventa un’operazione estremamente lunga e faticosa, allora parliamo con molta probabilità di problematiche personali. Questa categoria è piuttosto ampia e riguarda, quindi, tutte le problematiche personali che possono insorgere e a cui non sappiamo dare risposta o non ci sentiamo competenti, ma senza l’esordio di sintomi specifici.
Asincronie nello sviluppo: in questa categoria facciamo rientrare tutte quelle situazioni in cui le persone sentono un disallineamento da un punto di vista fisico, emotivo, cognitivo o sociale, rispetto a ciò che li circonda.
Arrivati alla conclusione, è importante ricordare quanto sia fondamentale prendersi cura di se stessi, e in particolare della propria mente. Nella vita di tutti i giorni ci occupiamo di mille cose: lavoro, famiglia, impegni sociali. Tuttavia spesso sottovalutiamo le circostanze di cui vi ho parlato sopra, anche se hanno un impatto enorme su come ci sentiamo e viviamo.
Prendersi cura della propria salute mentale non significa solo cercare aiuto quando si sta male o molto male, ma anche imparare a gestire le difficoltà in modo preventivo.
Dott. Pier Paolo D’Alia
Psicologo Psicoterapeuta
Terapie Brevi
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