Sin dalla nascita tutti noi siamo bombardati da una serie di affermazioni e concetti che fanno parte del cosiddetto “senso comune” e che diventano il nostro pane quotidiano nell’orientarci lungo il sentiero della vita.

Lo scopo ? quello sbrigare situazioni in tempi rapidi, evitando di sprecare energie o tempo inutilmente, secondo il principio:

se molti, come me, la pensano o hanno agito allo stesso modo (prima di me), evidentemente funziona!??

Questa ? la logica del senso comune, ovvero accettare una soluzione acriticamente.

Un primo obiettivo di questi articoli ? dimostrare come spesso accada l’esatto contrario ed invece di venirci in soccorso, rimaniamo bloccati proprio nel “senso comune”.
L’altro ? quello di trovare delle soluzioni alternative da poter sperimentare.

 

@2. Se ti impegni e hai coraggio ce la puoi fare: volere ? potere!

La logica di cui vi parlo oggi ? strettamente connessa all’ultimo post (qui), anch’essa figlia della societ? contemporanea, e per questo largamente diffusa.

Essendo la statistica a favore del “senso comune” che affrontiamo, una buona fetta di popolazione avr? trovato o trover? giovamento in essa; di conseguenza questo articolo non ? per loro.

Per tutti coloro che invece, nonostante l’impegno profuso, lo sforzo ed il coraggio, non sono riusciti a raggiungere un determinato obiettivo, di seguito parleremo di alcune possibili alternative utili ad evitare i brutti “risvolti” di una sconfitta.

 

Di cosa parliamo???

In poche parole di un modo di pensare. E’ su questo che ci concentreremo.

In realt? non tutti nascono con la convinzione che volere ? potere, molto pi? spesso questa credenza ci viene trasmessa dall’esterno. Non a casa ho utilizzato, nel titolo del post, una delle frasi maggiormente inflazionate nel momento del bisogno:

“se ti impegni ce la puoi fare!”.??

Come ogni credenza questa viene considerata una realt? lapalissiana,?non discutibile e con il passare del tempo il motto “volere ? potere” diventer? una nostra modalit? di pensiero, ovvero di una modalit? con cui affrontiamo la realt?.

Cos? facendo abbiamo la totale responsabilit? del successo sulle nostre spalle, cos? come dell’insuccesso. Nel secondo caso saremo portati a pensare che non abbiamo espresso il giusto impegno o la giusta motivazione, complicando ancor di pi? la faccenda, perch? al peso della “sconfitta” si sommer??il senso di colpa.

Per chi ha letto il precedente post (qui) sar? facile intravedere un altro meccanismo, oramai familiare, che pu? entrare in gioco a questo punto: “di pi? ? meglio”.

Del resto il filo conduttore appare chiaro: se non ho ottenuto ci? che voglio ? perch? non mi sono impegnato abbastanza quindi, per porre rimedio, l’unica soluzione ? impegnarsi di pi?…e cos? via!

Ecco,?se vi riconoscete in questo schema sar? bene continuare la lettura.

 

Le possibili alternative

1.# Valutare le capacit? personali?

Il volere molto spesso non corrisponde al potere semplicemente perch?, per raggiungere un obiettivo, sono necessarie delle abilit? specifiche, che sono importanti tanto quanto l’essere motivati.

Se non si possiedono le abilit? necessarie ? inutile tentare o incolparsi per un insuccesso.

Prova a chiederti ironicamente: “se mi impegno e sbatto con decisione le braccia posso volare”. Questo ? chiaramente impossibile.

Ora proviamo ad immaginarci in un colloquio di lavoro dove abbiamo mentito sulla nostra conoscenza dell’inglese. Baster? una semplice frase a far crollare il fragile castello di carte. Non trovandoci in tale situazione anche qui possiamo cavarcela con una risata, ma capirete bene la pericolosit? di affidarsi semplicemente alla motivazione o all’impegno.

Valutare sempre le proprie abilit? in relazione al problema, o all’obiettivo, ci consente di evitare molte frustrazioni, perdite di tempo ed energia.

 

2.?# Valutare le componenti che non dipendono da noi?

L’altro ostacolo che si pu? frapporre tra noi ed il successo ? rappresentato dall’universo delle componenti esterne, anch’esse importanti tanto quanto la motivazione.

Come dire: posso cercare di guardare un tramonto con tutto me stesso, ma se tra me e l’orizzonte si frappone un muro, allora sar? difficile ricordare qualche bella immagine del sole che scompare.

In questo caso sar? utile creare una mappa mentale, ancor di pi? se la riportiamo?graficamente su un foglio o un file, dei vari passi (meglio ancora azioni)?necessari al raggiungimento del nostro scopo. Accanto ad ogni azione possiamo elencare le cosiddette variabili esterne (scusate il linguaggio eccessivamente psico…).

In questo modo possiamo valutare pi? realisticamente quanto il successo o l’insuccesso dipendano da noi e quanto da altri fattori; al tempo stesso possiamo dirigere alcune nostre energie proprio verso questi fattori, per renderli, dove possibile, dei?facilitatori piuttosto che delle barriere.

Riporto una grafica per essere pi? chiaro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Come ogni credenza o senso comune che sto affrontando in questi articoli il problema non ? mai nel fatto in se quanto piuttosto nella rigidit?, ovvero nell’incapacit? di trovare possibili soluzioni alternative.

 

Dott. Pier Paolo D?Alia
Psicologo
Specializzando in Psicoterapia Strategica Integrata