Come affrontare l’esame di maturità. Piccoli stratagemmi utili!
22 Giu 2017
Come affrontare l’esame di maturità. Piccoli stratagemmi utili!
Posted On: 22 giugno 2017 | by: Pier Paolo D'Alia

Categories: Psicoterapia Strategica, Terapie brevi

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Come si può affrontare l’esame(orale) di maturità senza troppe paure? Esistono stratagemmi che ci possono aiutare?

 

Gli esami di maturità sono certamente il tema predominante di questi giorni. Proprio mentre scrivo questo articolo si è svolta la prima prova scritta, a cui seguiranno le altre.
Sebbene gli scritti rappresentino una prima importante sfida per gli studenti, niente è più “spaventoso” della fatidica interrogazione di fronte alla commissione.
Da quella posizione non si ha scampo, si è soli contro il proprio destino!
Per citare Richard Gordon:
gli esami finali sono eventi simili alla morte: sgradevoli e inevitabili.
(Richard Gordon)

Oltre all’innegabile posizione di svantaggio, dove non si può copiare e non si ha sostegno, spesso gli studenti sono preda di forti preoccupazioni circa la loro preparazione, i vuoti di memoria e la confusione non fanno che accresce di giorno in giorno.
TristramS su Twitter:
in pratica il mio fare esami consiste nel farmi venire l’ansia per gli esami e non fare gli esami perché ho l’ansia.
(TristramS, Twitter)
Ancora:
cosa mi chiedono i professori agli esami:
-50% cose che non so;
-30% cose che non ricordo;
-15% cose mai sentite;
-5% arrivederci;
(TristramS, Twitter)

Ho un pò esagerato?

Se le vostre coscienze si sono smosse, credo sia utile proseguire la lettura, perché ancora nulla è perso.
In nostro soccorso possono tornare utili alcune strategie dell’approccio da me utilizzato in terapia, ma con piccole varianti “su misura”.
Come ho premesso nella domanda iniziale si tratta di affrontare la prova orale; tuttavia possiamo tenere per buone alcune indicazioni anche per gli esami scritti di questi giorni e, naturalmente, per il futuro.

1.#Crea degli schemi concettuali che ti aiutino nella comprensione

Il primo passo è organizzarsi. Occorre avere una buona tecnica per risparmiare tempo e ottimizzare i risultati.
Spesso gli studenti sono presi dalla foga di ricordare, ricordare tutto a memoria. Questa modalità non ci aiuta nella prova orale di una esame, piuttosto in una prova di recitazione.

Organizza quindi i tuoi studi creando degli schemi o mappe concettuali (relativi ai vari argomenti) che ti aiutino nell’esposizione; dopodiché prova a trovare delle correlazioni, così come degli aspetti critici, tra i vari punti che hai messo in evidenza.
Così facendo sposterai l’attenzione dalla memorizzazione alla comprensione, con notevole beneficio sui tuoi risultati.

 

2.#Ripeti ad alta voce

Gli schemi e le mappe (cosi come il pensiero critico e le correlazioni) ti aiuteranno nell’organizzazione (mentale) dello studio. Ripetere ad alta voce ti aiuterà nell’esposizione di quanto hai preparato. Un puro e semplice esercizio di stile, ma ricordate, fatelo ad alta voce e possibilmente non in presenza di qualcuno.

 

3.#Non essere perfezionista

Così come non è utile imparare tutto a memoria, così non è utile essere perfezionisti.
Cercare il pelo nell’uovo è una buona tecnica per perdere tempo ed energie. Dobbiamo invece pensare che non è possibile sapere perfettamente tutto e che l’errore fa parte del gioco.

Un utile esercizio è proprio allenarsi all’errore. Nell’esporre i nostri argomenti d’esame possiamo allenarci a commettere degli errori intenzionali, su misura, magari proprio rispetto ai punti o alle materie più critiche. Possiamo fare questo anche in presenza di qualcuno.

 

4.#Esercitati con le tue paure

I primi tre punti fanno parte di un aspetto che potremmo definire “razionale”. Tuttavia può succedere che entrino in gioco anche altre variabili, come le emozioni.
Ansia e paura, sebbene non da confondere, fanno parte inevitabilmente del bagaglio che ci portiamo dietro durante le prove più importanti della nostra vita, chi più chi meno.
Questo significa che coloro che riescono negli esami (o quant’altro) non sono privi di paura o ansia, piuttosto sono in grado di affrontarle e, quindi, “controllarle”.
Un antico proverbio sufi recita:
la paura guardata in faccia si trasforma in coraggio.

Durante la settimana o i giorni che precedono la prova orale, dovrete ricavarvi 10 min del vostro tempo, nell’arco dell’intera giornata, per compiere un esercizio all’apparenza piuttosto strano. Tuttavia rileggendo il proverbio sufi vi potrà venire in mente qualche idea.
In questi dieci minuti provate a concentrarvi sulle paure legate all’esame, su tutte le possibilità di fallimento o le figuracce che potrete subire durante l’interrogazione. Dovrà essere una caccia spietata ai pensieri più brutti che vi possono venire in mente e poi focalizzarvi solamente su quelli, estremizzandoli se riuscite. Per calcolare i 10 minuti vi invito a mettere un timer con una sveglia (piuttosto rumorosa) sul vostro smatphone, dopodiché potete riprendere nelle normali attività quotidiane.
Sarà importante ripetere questo esercizio anche il giorno stesso dell’esame.

 

5.#Parlo o non parlo delle mie paure?

Come scritto in altri articoli (qui) non è sempre utile parlare delle proprie paure o della propria ansia, anche se siamo naturalmente portati a questo.
Vorrei tuttavia fare una distinzione.

Generalmente è meglio non parlarne (leggi l’articolo linciato sopra), tranne appena arriviamo a sederci di fronte la commissione d’esame.
In questo caso, qualora ci sentissimo eccessivamente in apprensione, possiamo dichiararlo apertamente.
Sempre per il principio che la paura guardata in faccia si trasforma in coraggio, dichiarare (nella modalità descritta) le proprie emozioni non è segno di debolezza.

 

A questo punto non mi resta che ricordarvi:

se si giudica un pesce dalla sua capacità di arrampicarsi sugli alberi, passerà la sua vita a credere di essere stupido.
(Albert Einstein)

In bocca a lupo!

 

 

Dott. Pier Paolo D’Alia
Psicologo
Specializzando in Psicoterapia Strategica Integrata